Le autorità locali e regionali progressiste europee dicono "No alla sospensione dei fondi strutturali nei confronti di Spagna e Portogallo"

11 October 2016
Le autorità locali e regionali progressiste europee dicono "No alla sospensione dei fondi strutturali nei confronti di Spagna e Portogallo"

In occasione della riunione del Gruppo che ha preceduto i lavori della sessione plenaria del Comitato europeo delle regioni oggi a Bruxelles, le autorità locali e regionali del Partito del Socialismo europeo hanno confermato la loro ferma opposizione rispetto alla possibile attivazione del meccanismo della macrocondizionalità, con la conseguente sospensione dei fondi europei a Spagna e Portogallo. 

In occasione del dialogo strutturato tra Parlamento europeo e Commissione europea del 4 ottobre scorso, i Commissari Jyrki Katainen e Corina Creţu hanno evocato tale ipotesi che sarebbe valutata alla luce dei piani di bilancio che i governi del Portogallo e della Spagna presenteranno entro il 15 ottobre alla Commissione europea. 

La Presidente del Gruppo PSE e Presidente della regione Umbria Catiuscia Marini ha sottolineato che il "Comitato europeo delle regioni si è sempre espresso in maniera contraria all'introduzione della macrocondizionalità. Non è ammissibile privare le città e le regioni dei fondi europei, come misura sanzionatoria nei confronti dei governi nazionali. Questo è ancora più incomprensibile alla luce della decisione del Consiglio dello scorso agosto di non imporre sanzioni contro Spagna e Portogallo per deficit eccessivo. Come autorità locali e regionali, possiamo testimoniare che la sospensione dei fondi strutturali non rappresenta in alcun modo un incentivo a fare meglio. Al contrario, ostacola il potenziale d'investimento pubblico e privato".

La Presidente Catiuscia Marini ha inoltre replicato alle osservazioni avanzate nel dialogo strutturato dal vice Presidente della Commissione europea Jyrki Katainen per cui i livelli nazionali e regionali costituirebbero una sola economia. La Presidente ha rilevato che non esiste un'unica economia nazionale ma una forte differenziazione regionale all'interno di uno stesso Stato Membro dell'UE, come testimoniato nel caso del Mezzogiorno in Italia. I fondi strutturali sono quindi essenziali per la riduzione di tali disparità regionali, nell'obiettivo finale di coesione economica, sociale e territoriale.

"Ci appelliamo al senso politico del Collegio dei Commissari affinché misure controproducenti non siano assunte nelle prossime settimane. Un'eventuale sospensione dei fondi metterebbe seriamente a rischio il principio di solidarietà che è al centro della politica di coesione e dello stesso progetto di costruzione europea", ha concluso la Presidente Marini.   

Il Comitato europeo delle regioni adotterà il 12 ottobre una risoluzione sul semestre europeo 2016 e in previsione dell'esame annuale sulla crescita 2017 ​nella quale confermerà la ferma opposizione alla macrocondizionalità. 

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